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Tra la via Francigena e il lago

A PARTIRE DA € 40

Nella zona più settentrionale del Lazio, a poca distanza dalla Maremma Toscana, dalle città del tufo e da Orvieto, c’è un territorio tutto da scoprire, tra borghi in pietra, antichi castelli e un meraviglioso lago vulcanico; un territorio attraversato dalla Via Francigena che da prima dell’anno Mille, dal nord dell’Europa, arrivava fino alla città eterna.
Percorrere la via Francigena significava camminare per oltre duemila chilometri, in un viaggio che impegnava i pellegrini per più di tre mesi e mezzo di cammino: una vera e propria esperienza di vita, che vale la pena provare, anche solo per un breve tratto. Ancora oggi è infatti possibile camminare lungo questo antico itinerario, tra vecchie mulattiere, strade di ciottoli, filari di cipressi, distese di grano dorato e preziosi vigneti per poi fermarsi a scoprire gli affascinanti borghi sorti nei secoli lungo il percorso.
Torre Alfina 
Il Borgo di Torre Alfina sorge in un punto strategico, tra Lazio, Umbria e Toscana e con il suo dedalo di vicoli e piazzette e le sue case in pietra è stata inserita, a ragione, tra i Borghi più belli d’Italia.
Il borgo è dominato dal Castello di Torre Alfina e circondato dal suggestivo Bosco del Sasseto, il cui nome si riferisce ai numerosi massi di origine lavica presenti sul territorio che sappiamo essere, come gran parte della Tuscia, di natura vulcanica.
Le prime testimonianze scritte del castello si riferiscono al XIII secolo, anche se in molti datano la struttura a molti secoli prima. Ad ogni modo è a Sforza Monaldeschi della Cervara che si deve la trasformazione dell’edificio fortificato medievale in una splendida dimora dal gusto rinascimentale.
Dopo varie vicissitudini, alla fine del XIX secolo, la proprietà del castello fu venduta ad Edoardo Cahen, che affidò all’architetto Partini il compito di restaurare completamente il castello, dandogli l’aspetto che possiamo ammirare ancora oggi, con l’aggiunta del rivestimento di pietra grigia di Bagnoregio che ha cancellato l’aspetto medievale e le successive modifiche rinascimentali.
Della struttura rinascimentale appunto, restano solo una parte del cortile interno e del primo piano dove sono visibili un vecchio camino in pietra e una serie di affreschi decorativi. Il castello e il borgo, come anticipato, sono completamente circondati dal Bosco del Sasseto, una foresta mista di latifoglie secolari, tra cui faggio, acero, olmo e leccio, definita dal National Geographic
“Bosco delle Fiabe” o “Bosco di Biancaneve”.
E in effetti, camminare nel Bosco del Sasseto vuol dire immergersi in una realtà fuori dal tempo e dallo spazio, tra grandi massi lavici, alberi secolari, un ricco sottobosco e tante fioriture spontanee.
Al suo interno il bosco ospita una tomba mausoleo neoclassico con il corpo del Marchese Edoardo Cahen che alla fine del XIX, divenuto proprietario del castello di Torre Alfina, decise di intervenire anche sull’aspetto generale del bosco.
Oggi il bosco, nominato Monumento Naturale nel 2006, è un’area protetta di proprietà del Comune di Acquapendente che ne regola l’accesso.
Acquapendente
Le prime testimonianze di Acquapendente, posta all’estrema propaggine settentrionale della regione Lazio, a poca distanza dalle città del tufo e da Orvieto, risalgono al dominio degli Svevi. Si narra infatti che Ottone I avrebbe fatto costruire qui un castello a metà del X secolo e che Matilde, madre dell’Imperatore, avrebbe voluto la realizzazione di un sacello nelle stesse dimensioni del Santo Sepolcro ancora oggi visibile nella cripta sotto al presbiterio della Cattedrale di Acquapendente
che vi fu costruita sopra in un secondo momento.
La Chiesa del Santo Sepolcro, così chiamata perché custodisce al suo interno una pietra macchiata di sangue che si dice provenga dal Sepolcro di Gerusalemme, è stata infatti edificata a cavallo tra il X e l’XI secolo; oggi si mostra nelle sue forme romaniche originarie anche se la facciata racconta di successivi interventi in stile barocco.
Sempre ad Acquapendente merita una sosta anche la meravigliosa torre medievale nota
come Torre Julia de Jacopo, testimonianza della roccaforte fatta costruire da Arrigo IV e oggi utilizzata come spazio espositivo.
Durante una passeggiata nel centro storico del borgo di Acquapendente è possibile ammirare la chiesa di San Francesco, la Torre dell”Orologio, nota anche come Torre del Barbarossa, che faceva parte del castello imperiale degli Svevi, il Palazzo Visconti e il Palazzo Comunale.
Proceno
Proceno è l”ultimo comune della provincia di Viterbo, prima del confine con la Toscana. Arroccato su un colle, con il castello a dominare l’intero borgo, Proceno è un piccolo gioiello da raggiungere in auto oppure percorrendo la suggestiva Via Francigena che tocca i principali siti della Maremma e della Tuscia, per arrivare fino a Roma.
Camminando tra le viuzze e le piazze di Proceno, che la leggenda vuole sia stato fondato dal re etrusco Porsenna, si aprono scenari da favola e panorami splendidi sul fiume Peglia, sulla Riserva naturale di Monte Rufeno, nel territorio di Acquapendente e sul monte Amiata.
Tra i monumenti che meritano una visita in città ci sono il Duomo, la Chiesa di Santa Maria della Neve, la Chiesa di Santa Maria del Giglio con affreschi della scuola degli Zuccari, la Chiesa di San Martino e il Palazzo Sforza.
Bolsena
Posta su un colle alle pendici dei Monti Volsini, Bolsena si affaccia sull’omonimo lago ed è meta di turisti in ogni stagione dell’anno. Oltre alla rilassante passeggiata lungolago merita una visita anche il centro storico, tra i più belli della zona.
La commistione tra il rossastro del tufo e il grigio del peperino, tra palazzi medievali e architetture rinascimentali affascina i visitatori che si perdono tra vicoli, piazze, botteghe artigiane e antichi monumenti tra cui citiamo Palazzo Ranieri, Palazzo del Drago, la Chiesa di San Francesco, dall’aspetto gotico e la Collegiata di Santa Cristina, nota per il miracolo del Corpus Domini e per le numerose opere d’arte che custodisce, oltre alla fitta rete di catacombe che si estende ai suoi piedi.
L’intero borgo è dominato dall’imponente Rocca Monaldeschi, a pianta quadrata e guarnita di quattro torri, oggi sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena che custodisce reperti villanoviani, etruschi, romani e permette di fare un viaggio alla scoperta del passato di questa zona e della storia geologica del bacino del lago di Bolsena.
Monte Rufeno
La Riserva Naturale Monte Rufeno, istituita nel 1983, fa parte delle aree protette della Regione Lazio e si estende per quasi tremila ettari nel territorio del Comune di Acquapendente, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana e vanta una biodiversità davvero eccezionale.
In questo territorio infatti vivono e si riproducono infatti specie rare e rarissime, difficilmente visibili come il lupo e la tartaruga d’acqua dolce, che richiedono tutela e protezione da parte di tutti. All’interno della Riserva è possibile percorrere numerosi sentieri, adatti a tutti i tipi di camminatori che possono raggiungere il Monte Rufeno, posto al confine con l’Umbria, e visitare così l’osservatorio astronomico posto in vetta.
Radicofani
La Rocca di Radicofani, ai confini meridionali dell’affascinante Val d’Orcia, è visibile, come un bellissimo miraggio, già a chilometri di distanza dal borgo toscano. Divenuta Bandiera Arancione del Touring Club, Radicofani custodisce veri e propri gioielli di arte e architettura, come la Chiesa romanica di San Pietro, risalente al XIII secolo, danneggiata durante
la Seconda Guerra Mondiale e restaurata nel 1946, la Chiesa di Sant’Agata e il Palazzo Pretorio, con i classici stemmi medievali in pietra che ricoprono la facciata.
La Rocca, nota anche come Fortezza, ispira oggi il Museo del Cassero, in cui è possibile ammirare preziosi reperti archeologici rinvenuti sul territorio. Dall’alto della Fortezza è possibile godere di una vista mozzafiato su tutta la Val D’Orcia e il territorio
circostante.

INCLUSO

ESCLUSO

Informazioni utili

  • L’escursione è garantita al raggiungimento minimo di 4 partecipanti
  • Il punto di incontro e l’orario di inizio sarà concordato al momento della prenotazione.
  • Si raccomanda di essere al punto di incontro almeno 15 minuti prima dell’orario di partenza.
  • E’ possibile cancellare senza penali fino a h 48 prima dell’inizio della visita.
  • La capienza della visita è ridotta, secondo quanto previsto dalle vigenti normative di sicurezza COVID 19, volte a garantire il distanziamento. Saranno inoltre previsti tutti i dispositivi individuali e le misure di prevenzione rischio COVID 19 in vigore al momento della prenotazione quali utilizzo mascherine e misurazione della temperatura.
  • In Estate si consiglia di portare con sè un cappello, occhiali da sole,  scarpe comode e giacca antivento.  In Primavera e/o Autunno si consiglia di portare con sé cappello giacca antivento, felpa, scarpe comode, occhiali e crema solare. Si raccomanda a tutti gli esploratori di avere rispetto dell’ecosistema e, perciò, non gettare tracce o residui di spazzatura.
  • ulteriori dettagli  saranno forniti a prenotazione avvenuta.