MAREMMA TOSCANA

La Maremma è una vasta area geografica a cavallo tra la Toscana meridionale e il Lazio tanto che dista solamente 1,5 h da Roma e ben 3h da Firenze. Dante nella Divina commedia ne fissava  i confini tra “Cecina e Corneto” (l’attuale Tarquinia). L’elemento che la contraddistingue e la rende unica è la varietà del suo territorio: mare cristallino, lunghe spiagge o scogli impervi, monti ricoperti da fitti boschi, zone lacustri e pianeggianti, verdi colline coltivate e zone termali naturali. Insomma una terra dove il tempo sembra si sia fermato e in ogni suo angolo emergono le tracce dei tempi antichi. Gli Etruschi prima e i Romani  dopo vi hanno abitato per secoli lasciandoci preziose testimonianze come dimostrano le città Etrusche di Populonia, Roselle o le Necropoli di Tarquinia e Vulci e quelle Romane di Cosa (Ansedonia). Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente nei secoli bui del Medioevo furono gli Aldobrandeschi a farla da padrone in Maremma consegnandoci alte torri, castelli e borghi fortificati come Santa Fiora e Sovana.  Nel periodo della scoperta delle Americhe (XV e XVI secolo) la potenza Spagnola, che stava giungendo ai sui apici, consolidò la sua espansione in Italia creando lo Stato dei Presidi nella Costa d’Argento, strategico per il controllo e la difesa del Mediterraneo occidentale. Nelle altre aree interne invece furono prima  i Medici e dopo i Lorena a governare cominciandone l’opera di bonifica. Grosseto  con le sue possenti mura diventò la città al centro dell’omonima splendida pianura  con a nord le antichissime cave di rame e ferro, le celeberrime Colline Metallifere; a sud lungo le colline del fiora e dell’Albegna la Regione dei Tufi fino ad arrivare a Tarquinia nella cosidetta Maremma Laziale.  Ad est di Grosseto verso la provincia di Siena le eruzioni vulcaniche iniziate trecentomila anni fa hanno portato alla formazione del massiccio del Monte Amiata che con le sue numerose aree di riserve naturali rappresenta il polmone verde della Maremma.  Tuttavia i duemila cinquecento anni di storia di questa terra non ne hanno intaccato la sua anima più intima, profonda e silenziosa, che rimane impressa a chiunque si trovi a farvi visita senza troppa fretta, osservandola con rispetto, ammirandone le bellezze ambientali e storiche a testimonianza del rapporto antico, a volte difficile ma sempre affascinante, tra l’uomo e la natura.
La vecchia e famosa canzone folk “Maremma Amara”, dei primi anni dell’800, che parla dell’alternativa tra il morire di fame e il morire di malaria, rappresenta ancora oggi motivo di vanto per chi si sente Maremmano, figlio  della dignità e schiettezza  “di quelle genti, di quelle mogli e di quei poveracci che dentro le Paludi e la malaria hanno sacrificato la loro esistenza“. 

costa degli etruschi

Situata nella parte settentrionale della Maremma (per questo anche chiamata Alta Maremma) si estende per circa 90 km da Livorno a Piombino. Così chiamata perchè anticamente fu abitata dagli Etruschi fin dal IX sec a.c. lasciando un’impronta indelebile della loro presenza come si può facilmente riscontrare nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia, situato tra Piombino e il Golfo di Baratti, dove risiedeva la città etrusca di Populonia, una delle dodici città-stato della Dodecapoli Etrusca assieme a Roselle, Vulci  e Tarquinia. Tra i maggiori più interessanti troviamo Bolgheri, Castagneto Carducci e Suvereto

COSTA D'ARGENTO

Universalmente riconosciuta come uno dei tratti costieri più belli d’Italia la Costa d’Argento si estende per circa 60 km nella parte meridionale della Maremma e comprende ecosistemi e panorami unici nel suo genere: la Laguna di Orbetello dove, come per Venezia, è presente l’antica istituzione della Magistratura delle Acque; il Parco Naturale della Maremma, l’oasi naturale WWF del Lago di Burano, lago costiero ancora oggi salvato dall’insabbiamento grazie alla famosissima  Tagliata Etrusca (opera di ingegneria che garantiva il flusso e il riflusso delle acque preservando l’antico porto della città di Cosa 273 a.c.) ed infine il promontorio del Monte Argentario . Anticamente quest’ultimo era un’isola come quelle che si trova di fronte del Giglio e  Giannutri; nel corso del tempo si è collegato alla terraferma grazie all’accumolo di sabbia dando origine ai cosidetti “tomboli” della Feniglia e della Giannella. Argentario “coast to coast” da Porto Santo Stefano fino a Porto Ercole è tutto un susseguirsi di incantevoli calette (Cala del Gesso, Cala Grande) spiaggette, scogliere, grotte, antiche torri di avvistamento e imponenti fortezze, costruite dagli spagnoli nel ‘500 a difesa dello Stato dei Presidi, volto a garantire (per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo occidentale) il controllo di vasti territori e dei traffici marittimi. 

REGIONE DEI TUFI

Così definita per massiccia presenza di rocce tufacee che, grazie alla loro friabilità e alla loro origine magmatica, si sono ben prestate fin dai tempi più antichi ad essere manipolate dall’uomo. Le celeberrime vie Cave, anche dette tagliate etrusche (lunghi corridoi lunghi un chilometro, larghi tre metri, con pareti alte venti metri), ne rappresentano una significativa testimonianza e collegavano i vari insediamenti e necropoli nell’area compresa tra  Sovana, Sorano e Pitigliano.  Inoltre venivano utilizzate sia dagli dagli Etruschi che nel Medioevo come sistema di difesa contro possibili invasori e per collegare i centri abitati con i corsi d’acqua. Solamente a Pitigliano, tra l’altro inserito anche tra “i borghi più belli d’Italia” definito la Piccola Gerusalemme per la numerosa comunità giudaica, ne esistono otto di queste vie tra cui per la più grande, detta “Cavone”, sono state asportate ben 40mila tonnellate di roccia vulcanica. Da non perdere infine il Parco Arecheologico Città del Tufo a Sorano dove potrete  ammirare la splendida necropoli di Sovana che diede i natali a Ildebrando de Soana noto poi come Papa Gregorio VII.

COLLINE METALLIFERE

Così chiamate perchè sorgono su area molto estesa e ricca fin di miniere di ferro, rame, piombo e argento. Fin dall’antichità in epoca Etrusca prima e Romana dopo all’attività estrattiva si è sempre associata quella di lavorazione del legname vitale per la costruzione delle gallerie nelle miniere e per alimentare i grandi forni di lavorazione delle materie prime estratte. Attualmente le miniere sono dismesse o in abbandono classificate come testimonianze di archeologia industriale (le più importanti si trovano a Campiglia Marittima, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri), e alcune di esse sono visitabili all’interno del Parco delle Colline Metallifere di recente inserito nel network dei geoparchi europei (European and Global Geoparks Network) con il nome di Tuscan Mining Geopark (Geoparco delle Colline Metallifere), ottenendo il prestigioso riconoscimento dall’Unesco. 

MONTE AMIATA

Per Monte Amiata intendiamo il gruppo montuoso di origine vulcanica che sorge a cavallo tra la Val d’Orcia e la Maremma orientale famoso per le miniere di cinabro da cui si estraeva il mercurio e per le numerose riserve naturali presenti tra cui la più importante è il Parco faunistico del Monte Amiata  dove vivono animali come il lupo, il daino, il cervo il capriolo, il muflone e il camoscio. Oggi  è un importante centro di sci invernale e di soggiorno estivo, con quindici impianti di risalita oltre che una vasta rete di sentieri. Tra i suoi borghi  meritano una visita Paganico, con la sua affascinante cinta muraria e le tre porte principali che ancora oggi costituiscono l’ingresso al centro storico (edificato dai Senesi, nel XIII secolo, a difesa dei propri interessi) e Cinigiano per  una visita alla Torre dell’Orologio  e al castello di Porrona, struttura medioevale fortificata che offre una vista superlativa sulle bellezze paesaggistiche, storiche ed artistiche della zona. 

GROSSETO E PIANURA

Grosseto, se non fosse per il centro storico racchiuso dalla possente cerchia muraria esagonale eretta dai Medici tra il 1574 e il 1593, potrebbe benissimo essere definita una città “moderna” costruita sulla riva destra del fiume Ombrone, a soli 12 chilometri dal mare (Marina di Grosseto) e a 30 km  dal Monte Amiata.  La sua storia è inevitabilmente legata con la storie delle Bonifiche Maremmane che si sono succedute nel corso dei secoli. Quella ad opera della Repubblica Senese, al fine di acquisire il controllo sull’estrazione del sale, tra le più importanti alla quale seguì, dopo un periodo di pestilenza e malaria, quella dei Medici nel 1559 che perimetrarono il centro storico ed infine l’ultima che risale agli inizi dell’800, ad opera del Granduca di Toscana Leopoldo II che trasformò gli spalti e i baluardi in viali e giardini pubblici. 

MAREMMA LAZIALE

E’ la parte più meridionale anche definita Bassa Maremma che oggi corrisponde alla zona costiera della provincia di Viterbo e a quella settentrionale della provincia di Roma nel Lazio. E’ separata dall’Agro Romano dai Monti della Tolfa e dalla Tuscia dal lago di Bolsena e a quello di Vico.  Tra le località principali della zona spiccano Vulci, Montalto di Castro, Canino, Tarquinia, Tuscania, Civitavecchia.